Artista
Consoli
Alessandro
Nato a Milano, classe 1979, Alessandro Consoli risiede a Bergamo dal gennaio 2024. Fin dall’infanzia ha mostrato una forte inclinazione per il disegno, in particolare per quello degli animali, una passione che lo ha naturalmente condotto al Liceo Artistico e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha scelto l’indirizzo di Scultura. Non per vocazione immediata, ma per l’urgenza di esplorare forme e materiali che, per motivi pratici, non trovavano spazio nella quotidianità domestica.
Conclusi gli studi accademici, ha iniziato a lavorare nel campo della scenografia, trascorrendo oltre dieci anni nel mondo della televisione, della pubblicità e dei media. È stato un periodo di intensa sperimentazione tecnica, durante il quale ha approfondito l’uso di materiali e strumenti, affinandone la padronanza e ampliando il proprio vocabolario espressivo.
Successivamente, ha orientato la propria attività verso la scultura scenografica legata al mondo della moda e della prototipia, entrando in contatto con nuove dinamiche produttive, processi di digitalizzazione del design e innovazioni materiche. In questo ambito ha realizzato opere di ogni tipo: da semplici strutture geometriche a ricostruzioni in scala reale di dinosauri per musei scientifici.
Parallelamente al lavoro su commissione, ha sempre coltivato una ricerca personale. Nascono così le sue sculture di animali in ferro, opere che attingono alla memoria dell’infanzia e al fascino per il mondo naturale. L’artista osserva gli animali non come simboli o metafore, ma nella loro essenza, senza attribuire loro tratti umani, né renderli teatrali o narrativi. Gli animali, per lui, “sono e basta”: privi di ambiguità, non sorridono, non si prestano a interpretazioni. In questo risiede la loro forza.
Il ferro è il materiale che più lo rappresenta: resistente, netto, capace di essere al tempo stesso leggero e deciso. Nelle sue mani, si comporta come una matita che disegna nell’aria, ma al contempo cattura lo spazio e lo trasforma in massa, in volume, in corpo. Le sue opere nascono senza sagome o bozzetti preparatori: sono costruite passo dopo passo, saldatura dopo saldatura, in un processo organico e intuitivo che l’artista paragona al dare alla luce una creatura sconosciuta fino al momento della sua apparizione.
