
A un certo punto del progetto abbiamo capito che il pavimento poteva giocare un ruolo chiave nella continuità degli ambienti. La scelta è ricaduta sulla resina spatolata, un materiale moderno, morbido alla vista e al tatto, capace di riflettere la luce e collegare visivamente gli spazi interni ed esterni.
Abbiamo applicato la resina sia all’interno dell’appartamento che nella nuova zona pranzo, ricavata dalla chiusura della terrazza. Il colore scuro scelto crea un contrasto forte con l’azzurro del cielo e del mare e si ispira ai materiali locali: la pietra sarda, la terra, i sassi. Un richiamo alla matericità autentica del territorio.
Questa scelta cromatica non è solo estetica: è un atto progettuale coerente, che riflette l’identità della casa, dove non esistono confini rigidi tra dentro e fuori, tra giorno e sera. Ogni ambiente dialoga con l’altro, e lo spazio abitativo si fa fluido, continuo, accogliente.


Il mio pensiero
Ogni progetto ha un dettaglio che mi piace pensare sia un po’ la mia firma.
In questa casa è stata la parete della grande terrazza. Non era funzionale, proprio per questo era importante.
L’ho disegnata appositamente per questo luogo, come si disegna un fondale che racconta silenziosamente il carattere della scena.
Volevo che fosse materica, autentica, un gesto che legasse arte e architettura, spazio e racconto.
Così ho deciso di decorarla con frammenti di juta grezza, ritagli di diverse misure, applicati a mano e poi dipinti con una pittura in resina, che ne conserva la trama e ne esalta le imperfezioni.
Il risultato è una superficie vibrante, quasi un arazzo contemporaneo, che dialoga con la natura e restituisce profondità alla parete.
Non è un quadro. Non è una finitura.
È un segno emotivo, che dice qualcosa di chi abita questo spazio, un po’ anche di me.